Forcaioli a loro insaputa
Sui giornali di oggi troverete molte immagini di molti ragazzi molto indignati e molto imbavagliati che in nome di non si capisce bene quale diritto vi racconteranno che quanto successo ieri alla Camera rappresenta un terribile colpo alla macchina della giustizia, una grave violazione dei diritti dell’informazione e una terrificante tragedia da cui il mondo difficilmente riuscirà a riprendersi. Stiamo parlando del nuovo caso che verrà creato intorno alla famosa legge sulle intercettazioni. Leggi Ilda delle Libertà di Annalena Benini
7 AGO 20

Una misura di buon senso che potrebbe creare qualche problema ai titolisti del Fatto e di Rep. ma che dall’altra parte costringerebbe i magistrati e i giudici a stralciare tutto il materiale non indispensabile ai fini del processo. La Bongiorno però, che fino a qualche ora fa della commissione Giustizia era autorevole presidente, ha fatto il finimondo e sentendosi oltraggiata per l’introduzione dell’emendamento voluto dalla maggioranza ha rassegnato le sue dimissioni dall’incarico in Commissione. Curiosa giornata ieri: un avvocato di successo, dopo aver combattuto a Perugia la sua battaglia contro la malagiustizia italiana, si è contraddetto platealmente di fronte alla possibile eliminazione di un altro importante capitolo della malagiustizia del nostro paese: l’origliamento in servizio permanente effettivo e lo sputtanamento degli estranei.
Oggi accanto ai ragazzi indignati e imbavagliati ci saranno altrettanti politici dell’opposizione molto incavolati e molto sdegnati che rimprovereranno il governo di essersi occupato non dei problemi economici del paese ma dei problemi personali del presidente del Consiglio (si vede che dalle parti del Pd hanno una voglia matta di conoscere i nomi degli imprenditori con cui giocano a Burraco i massimi esponenti dell’opposizione, informazioni in effetti molto rilevanti anche queste dal punto di vista penale). Ma ciò che forse non vi diranno i Di Pietro e i Bersani e tutti gli altri birbantelli dell’opposizione che oggi alzeranno la voce contro “l’ennesima legge bavaglio” è che quell’emendamento contestato dalla Bongiorno è un emendamento che il Pdl ha copiato pari pari da un disegno di legge (quello firmato Clemente Mastella, un testo che in una certa misura prevedeva anche la possibilità di mettere in carcere i cronisti che violavano la legge).
Quel ddl il governo Prodi lo approvò in un cdm straordinario nell’autunno di cinque anni fa. Ora, a meno che il ddl Mastella non sia stato approvato all’epoca (tutto è possibile) all’insaputa di Massimo D’Alema, di Enrico Letta, di Rosy Bindi, di Beppe Fioroni, di Antonio Di Pietro e di tutti gli altri ministri del governo Prodi sarebbe interessante sapere come mai il centrosinistra ritiene che vi sia una “straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure volte a rafforzare le misure di contrasto alla detenzione illegale di contenuti e dati relativi ad intercettazioni effettuate illecitamente” (leggiamo dal comunicato di Palazzo Chigi del 23 settembre 2006) solo quando avverte l’urgenza di proteggersi dagli sputtanamenti che riguardano i propri cari, mentre si dimentica di farsi promotore di una simile e straordinaria necessità quando lo sputtanamento invece riguarda i propri avversari. Un po’ curioso, non trovate?
Leggi Ilda delle Libertà di Annalena Benini